Sherwood Festival 2019

Sherwood Festival 2019

7 giugno - 6 luglio 2019 | Park Nord Stadio Euganeo - Padova | #Sherwood19

La sfida dei movimenti climatici

Dalle lotte per il Climate Justice alla battaglia contro le grandi opere

Ne discutiamo con:
Stefania Barca (Università di Coimbra)
Guido Viale (Saggista e giornalista)
Luca Chianca (Giornalista della trasmissione “Report”)
Tommaso Cacciari (Comitato No Grandi Navi – VE)
Un attivista di Fridays For Future
Introduce e modera: Marco Baravalle (S.a.l.e. Docks – Venezia)

Negli ultimi anni, la spinta dei movimenti che si battono per la giustizia climatica sta cambiando la scena pubblica e politica internazionale. L’esplosione planetaria di Fridays For Future, oltre ad aver imposto in agenda l’urgenza della crisi climatica, si inserisce in un contesto di movimentazione sociale che ha assunto il rapporto capitale-ambiente come elemento centrale nei processi di lotta.

Quando si parla di climate justice si indica la necessità di identificare i diversi gradi di responsabilità nel disastro attuale e riconoscere che gli effetti della crisi climatica colpiscono in maniera diseguale. La violenza del capitalismo estrattivo in alcune aree del pianeta, che identifica un vero e proprio contesto neocoloniale, si intreccia con le migrazioni forzate, ma anche con un sistema patriarcale di sfruttamento e subordinazione di genere. Per queste ragioni la giustizia climatica si basa su tre pilastri: la giustizia ambientale, quella sociale e quella transfemminista. 

I movimenti climatici si stanno trasformando rapidamente: si stanno massificando, politicizzando e radicalizzando, con pratiche e discorsi che sono sempre meno cooptabili da parte della green governance, che da anni sta cercando di rendere “verbo” il simulacro di un capitalismo sostenibile. Il capitalismo è, invece, la radice del problema: «system change not climate change» non a caso sta diventando uno slogan sempre più maggioritario.

La sfida posta da questi movimenti è solo all’inizio e passa innanzitutto per l’intreccio tra un piano di mobilitazione che si posiziona su un livello d’astrazione inedito (“la sopravvivenza del pianeta”) con la materialità di lotte territoriali contro grandi opere, fabbriche di veleni, centrali fossili e tutti i principali simboli di un modello di sviluppo basato sulla cementificazione, sul consumo di suolo, sull’impegno di enormi capitali pubblici, sull’interesse delle lobby.

In Italia, lo scorso 23 marzo questo connubio si è manifestato nella sua interezza e potenzialità con la “Marcia per il clima e contro le grandi opere”, frutto di un percorso che in otto mesi è riuscito a mettere insieme centinaia di comitati, movimenti e realtà di tutto il Paese. Questa giornata, i due scioperi globali per il clima del 15 marzo e 24 maggio, la miriade di mobilitazioni che costelleranno il globo nei prossimi mesi ci indicano che la strada si sta tracciando. C’è ancora molto da fare, in termini di processi organizzativi e messa in comune di strumenti politico-teorici. 

Il 17 giugno queste tematiche verranno affrontate in uno dei 4 dibattiti dello Sherwood Festival, che da questa edizione darà il proprio contributo a queste battaglie attraverso la campagna “Sherwood changes for Climate Justice“.

La sfida dei movimenti climatici
Data evento lunedì 17 giugno
Inizio evento ore 21:00
Apertura cancelli ore 19:00
Luogo evento Second stage
Prezzo 1€ può bastare