Sherwood Festival 2024

Sherwood Festival 2024

Sherwood Festival 2024 | Park Nord Stadio Euganeo - Padova | #Sherwood24

Abolizionismo e femminismo come pratica

Perché il femminismo non può che essere abolizionista?


21:00 – Second Stage

Si può immaginare il superamento delle carceri e del sistema penale?

Il carcere nel nostro Paese è per tutti – dal banale furto, ai crimini efferati – ma non serve a nessuno. La detenzione nella maggior parte dei casi si svolge in strutture fatiscenti e sovraffollate. Siamo dinanzi ad una “rieducazione” solo su carta che nella realtà corrisponde ad una percentuale di recidiva altissima. 

Serve un’alternativa, e non è una provocazione: d’altronde negli anni si sono ottenuti traguardi ritenuti inimmaginabili anche per molti sedicenti progressisti: nel 1978 si abolivano i manicomi, nel 2014* (2017) venivano “superati” gli ospedali psichiatrici giudiziari. 

Siamo consapevoli che parlare di una mera riforma del carcere non è ormai più sufficiente: occorre spingersi ad immaginare un mondo senza prigioni (A. Davis), non solo come orizzonte critico, ma come impegno concreto.

Quali sono le alternative praticabili? Come rispondere alla violenza senza ricorrere alla polizia e agli strumenti di giustizia punitiva? Come si slega la giustizia dalla logica di punizione? Perché il femminismo non può che essere abolizionista?

Abolizionismo e femminismo continuano a percorrere, nella maggior parte delle analisi teoriche, binari separati, ma il femminismo abolizionista crea un approccio intersezionale che – contestando l’essenzialismo di genere – propone un insieme di analisi, strumenti e pratiche che vanno sotto il nome di «giustizia trasformativa», nella quale si sviluppano modi per prevenire le violenze e le soluzioni alternative ad un sistema penale che appare più concentrato al meccanismo della vendetta che su quello della giustizia.

Con:

Stefano Anastasia (Università di Roma Unitelma Sapienza, garante delle persone private della libertà per la Regione Lazio)
Valeria Verdolini (ricercatrice, attivista)

In collegamento:

Giusi Palomba (autrice, traduttrice)

Modera:

Rossella Puca (Global Project)


“1€ può bastare”
Per questo evento non esistono prevendite,
si pagherà direttamente 1 € all’ingresso del festival il giorno del concerto


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Stefano Anastasia insegna Filosofia e so­ciologia del diritto all’Università di Perugia, è garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà per la Regione Lazio e portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della liber­tà. Valeria Verdolini è ricercatrice precaria all’Università degli Studi di Milano. Sociologa del diritto e attivista, è presidente di Antigone Lombardia. Giusi Palomba, autrice, è originaria della provincia di Napoli e vive a Glasgow, in Scozia. Traduce narrativa e saggistica, scrive per diverse riviste e si occupa di organizzazione comunitaria.


Infoline: 335.1237814 – Anche tramite messaggio Whatsapp
(Risponde dalle ore 13:00 alle 18:00)
Per info generali: [email protected]

Ufficio Stampa: Dystopia
tel. +39 339.7119740 | +39.392 9421590
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Abolizionismo e femminismo come pratica
Data evento lunedì 10 giugno
Inizio evento ore 21:00
Apertura cancelli ore 18:00
Luogo evento Second stage
Prezzo 1€ può bastare