Sherwood Festival 2021

Sherwood 2020 | Park Nord Stadio Euganeo - Padova | #Sherwood20

Comunicati e iniziative

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Il tuo aiuto ci permetterà di mantenere la qualità e l’indipendenza della foresta di Sherwood. Il nostro festival, che per 30 giorni rende vivo il Parcheggio Nord dello Stadio Euganeo, propone eventi musicali, culturali e sportivi a prezzi accessibili. Sherwood è un festival indipendente che è reso possibile grazie alla passione e alla cooperazione collettiva di centinaia di attiviste e attivisti che ora può crescere anche grazie al tuo piccolo aiuto.

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No, non ti costa nulla. Con questa tua scelta ci aiuterai a fare un passo in più nel nostro lungo cammino per i diritti di cittadinanza, per la solidarietà e per una comunicazione di parte. Sempre, ostinatamente, dalla parte dei diritti.

Cambiamo musica?

Una lettera aperta per aprire un confronto più che mai necessario

Il settore della cultura, e ancor di più dello spettacolo, è abbandonato e rimane sotto una coltre di imbarazzante silenzio.

È un settore ad alta intensità di prossimità sociale perché la produzione culturale nel suo farsi ha bisogno di qualcuno che fruisce del suo “prodotto”.

Gli eventi musicali (e spettacolistici in generale) dal vivo sono uno dei settori più colpiti dalle limitazioni imposte per contenere la pandemia Covid-19, anche per il loro perdurare.

I tempi della ripresa della musica live sono colpevolmente indefiniti dal governo, la sorte degli “attori” di questo articolato mondo è più che mai incerta, il sistema è al collasso. Migliaia di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, senza i quali questo mondo non potrebbe girare, sembrano essere invisibili: senza nessun tipo di tutela e sostegno economico.

Lo “shock” è profondo e l’impegno di ognuno finalizzato a “salvare il salvabile”.

Noi crediamo che sia importante cogliere questa occasione per riflettere, certo, sul qui e ora, ma allo stesso tempo siamo profondamente convinti che questa crisi può essere un’occasione straordinaria per ripensare completamente questo sistema.

Ragionando di un’idea di resilienza che non sia, come da etimologia, il ritornare nella condizione in cui si era prima, ma che sia un’idea di resilienza che ti fa assumere un’altra forma.

Questo trauma, questo schianto contro qualcosa che non ti aspettavi, potrebbe essere occasione per capire come ricominciare in maniera diversa, per aprire un confronto, una discussione.

A noi sembra evidente che qualcosa non funzionava perché è un “mercato” in cui vince il più ricco e il più forte.

Da diverso tempo, prima dell’emergenza da Covid-19, abbiamo discusso e deciso che era arrivato il momento di prendere parola per denunciare la situazione, ormai insostenibile, in cui versa la musica live. Un tema di cui non si parla pubblicamente, soffocato da un silenzio assordante.

Questa lettera vuole lanciare un segnale per aprire un dibattito pubblico.

Il tema è molto complesso, ne siamo consapevoli. Non vogliamo semplificare e molto ci sarebbe da dire e da approfondire.

Per questo abbiamo scelto di partire da un dato oggettivo con il quale dobbiamo maledettamente fare i conti ogni volta che organizziamo un concerto o un festival.

Da alcuni anni ormai stiamo assistendo ad un aumento importante dei costi della musica, in particolare dei cachet di artiste e artisti e delle produzioni.

Ciò mette a rischio l’esistenza stessa della musica live, sempre più minacciata dal pesante monopolio esercitato dalle multinazionali.

Questa situazione è ancora più complessa per chi crede che i concerti, siano, prima di tutto, spazi di attivazione sociale e culturale.

Per chi, nonostante tutto, crede che l’arte debba essere anche un diritto sociale.

Il “sistema”, per come era prima, è destinato a far scomparire molte realtà medio piccole, che sono anche le prime a pagare questa crisi.

Si rischia di snaturarne altrettante che invece vogliono rimanere libere e indipendenti nella proposta, nell’organizzazione e nel metodo. Si rischia di tenere in vita solo chi può permettersi di continuare a livellare, al rialzo, il costo dei biglietti.

Oggi, poi, la posta in palio è decisamente più alta: ad essere messa in discussione non è “soltanto” la tenuta di un mercato già fragile di per sé; si sta rischiando non “solo” un patrimonio immenso e tangibile (monetizzabile dal mercato) accumulato da abilità professionali, capacità artistiche, creatività produttive, intelligenze e competenze, che, necessariamente vanno tutelate e salvaguardate. 

Ciò che è in gioco è in fondo il “bene” più prezioso che sta alla base e fa girare la “giostra”, la natura e la funzione stessa dell’evento live, del concerto: lo stare insieme!

Sopra, sotto, dietro, ai margini, prima e dopo, fisicamente e metaforicamente…su quello stesso palco ci vogliamo e dobbiamo tornare tutti e tutte, per emozionare ed emozionarci, per ridere, cantare, saltare, lavorare, litigare, sudare insieme. 

E per riuscirci non dobbiamo aver paura di cambiare, di metterci in gioco, di abbandonare interessi specifici, insomma di “guardare la Luna”.

In questo articolato mondo alcuni/e possono fare delle scelte, possono mettere in campo dei rapporti di forza, possono esprimere e rivendicare una differenza.

Lo sappiamo perché noi lo facciamo da quando esistiamo. Giochiamo nella contraddizione, con passione ma anche con professionalità e competenza cerchiamo di costruire spazi dove la musica abbia una grande importanza ma allo stesso tempo non sia un “prodotto” senz’anima.

Siamo riusciti a costruire festival o concerti, nei quali si crea un’atmosfera unica tra artista, pubblico e organizzatore, garantendo qualità e professionalità in quello che facciamo.

In sintesi i nodi che noi riteniamo più critici sono:

  • scarsa attenzione ai festival indipendenti e, in generale, alle realtà con un taglio più sociale
  • aumento esponenziale dei cachet degli artisti e degli oneri di produzione
  • prezzo dei biglietti d’ingresso in crescita incontrollata
  • pratiche monopolistiche / di esclusività forzata imposte agli artisti dalle multinazionali
  • cambiare la logica delle mega produzioni
  • imposizione di canali di prevendita esclusiva
  • nessuna tutela per tecnici e lavoratori dello spettacolo (fra i primi colpiti dallo stato di crisi, se non i primi)
  • suddivisione iniqua dei rischi in caso di annullamento dell’evento per cause non imputabili al controllo o alla volontà dell’organizzatore

Noi firmatari siamo pronti al confronto con chi vorrà provare a costruire un futuro diverso e possibile per molti e molte, con e per la musica.

Chi volesse sottoscrivere questa lettera può scrivere a: cambiamomusica.italy@gmail.com

Salviamo il salvabile, ma cambiamo musica!

Festival Alta felicità, Festa di Radio Onda D’Urto, Sherwood Festival

Pagina Facebook: www.facebook.com/cambiamomusica.italy

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/cambiamomusica

Sherwood Festival: annullata l’edizione 2020, ma abbiamo radici profonde

Ci vediamo nel 2021. Sempre nella foresta di Sherwood

Abbiamo atteso fino all’ultimo, con la speranza che si aprisse un piccolo spiraglio, ma prendiamo atto che in questo contesto non è possibile organizzare il festival senza snaturarne l’essenza. 
Un festival in cui la fisicità, il contatto, l’incontro, la socialità sono elemento vitale, imprescindibile.

Tante volte abbiamo scritto nel presentarlo che vogliamo “accorciare le distanze che spesso rendono difficile il nostro stare insieme” perchè Sherwood Festival non è “solo” una rassegna musicale e culturale: nella sua costruzione e nel suo svolgimento abbiamo sempre cercato di indicare, tra le tante contraddizioni che vive la nostra società, un altro modo di vivere, di stare insieme, di vedere il mondo. 
Proviamo in ogni edizione a intrecciare musica e cultura, sport e socialità, momenti di approfondimento per capirne di più, appunto, di questo mondo.

Un villaggio libero, uno spazio pubblico vivo, una città nella città, che per 30 giorni all’anno prende forma e vita in un parcheggio. Sempre e ostinatamente indipendenti, senza finanziamenti né pubblici né privati, solo con le nostre forze, la nostra passione e la cooperazione sociale delle decine di volontari che ne rendono possibile la realizzazione.
L’assenza dello Sherwood Festival lascerà sicuramente un grande vuoto sia per chi lo organizza sia per chi ogni estate lo rende vivo attraversandolo.

La nostra programmazione musicale e culturale era già chiusa, i concerti fissati, molti biglietti già venduti (info a fondo pagina), tutti gli altri aspetti organizzativi pronti.
Tante cose ci mancheranno e crediamo mancheranno a tutte le migliaia di persone che anno dopo anno, dal 2000 in questa location, lo hanno saputo rendere insieme a noi qualcosa di speciale. Uno spazio libero e cooperante, una foresta in un parcheggio, un luogo in cui si sta bene insieme.

Useremo però questo tempo per aprire un confronto più che mai necessario, ci auguriamo il più ampio possibile, sul mondo della musica live, uno dei settori maggiormente colpiti da questa profonda crisi sanitaria, economica e sociale. Vogliamo, in sinergia con altri festival indipendenti, usare questo “shock” per ragionare attorno ad un sistema che è diventato ormai insostenibile.

E useremo questo tempo soprattutto per rafforzare nuove forme di cura, solidarietà e mutualismo verso coloro che si trovano e si troveranno in situazioni di difficoltà. (leggi qui bit.ly/MappaCollettiva)

Chiediamo a tutti coloro che lo vorranno, di realizzare un breve video messaggio che risponda alla domanda “Cos’è per te Sherwood Festival?”. I video raccolti verranno pubblicati sul sito e i canali social ed usati per realizzare lo spot promozionale dell’edizione 2021 (leggete per favore le note tecniche a seguire). Nel corso dei prossimi mesi organizzeremo alcuni eventi online che, sebbene non possano essere un surrogato del Festival, cercheranno comunque di incarnarne lo spirito.

Intanto gli alberi che abbiamo piantato l’anno scorso a poche centinaia di metri dall’area del festival, in zona Altichiero, continuano a crescere.

Ci mancherete, ma abbiamo radici profonde.
Ci si vede nel 2021.
Stessa location: la foresta di Sherwood.

Informazioni sui rimborsi dei biglietti già acquistati

Al momento stiamo lavorando per cercare di recuperare nella prossima edizione i concerti che erano stati fissati per quest’anno. Come potete immaginare è un lavoro faticoso che ci costringe a lavorare su delle ipotesi che si proiettano a lungo termine. 
Per questo vi chiediamo di avere pazienza per ulteriori comunicazioni sui concerti già annunciati e di conseguenza sui vari biglietti acquistati ed eventuali possibilità di rimborso. Anche su questo tema le notizie che riceviamo non sono chiare.
Vi chiediamo di avere fiducia nella nostra correttezza e di temporeggiare per la richiesta dei rimborsi.
Appena saremo in grado vi forniremo tutte le informazioni necessarie attraverso i nostri canali di comunicazione. In qualsiasi caso il canale di comunicazione che vi chiediamo di utilizzare per le informazioni è la mail ticket@sherwood.it, per favore non scriveteci sui social ed evitate il più possibile di chiamare l’infoline.

Cos’è per te Sherwood Festival? Note tecniche per la realizzazione del tuo video messaggio

Registra il tuo video messaggio in orizzontale con le tue parole o attraverso la forma artistica che preferisci (una canzone, un disegno, un monologo, una lettura ecc…) e fai attenzione che l’audio si senta bene. 
Il video verrà pubblicato sulla pagina Facebook del Festival. I vostri messaggi andranno a comporre lo spot promozionale dell’edizione 2021 per cui vi chiediamo di non fare riferimento all’annullamento di questa edizione.
Il videomessaggio va poi inviato alla mail festival@sherwood.it entro il 10 giugno per una prima raccolta. Scrivete per favore nell’oggetto della mail: Videomessaggio per Sherwood Festival e nel testo il vostro nome (se volete che sia inserito nell’editing del video).

Grazie!